lunedì 20 novembre 2006

Veon lo psion



Il sole stava tramontando dietro le colline, e la città si stava già apprestando a svolgere le consuete faccende serali.

Le guardie alla porta ovest pregustavano la fine del loro turno. Non sembravano preoccupate di quella lontana sagoma sul sentiero che contrastava con il cielo in fiamme.

L’ombra si allungava sempre più mentre si avvicinava alle mura, con passo fermo e sicuro.

Quando varcò la porta le guardie avrebbero potuto notare quel sorriso malizioso, e quello scintillio nei suoi occhi cerulei, ma semplicemente continuarono a fissare l’orizzonte, assorti nei loro pensieri..


Veon si adattava facilmente con il suo fare gioviale ed allegro in ogni città che attraversava, e non faticava troppo nel trovare qualche occasionale compagno di viaggio o di avventure.

La sua fisionomia longilinea, il suo sorriso sincero, e la sua intelligenza gli permettevano di guadagnarsi la fiducia della gente rapidamente.

Chi avesse voluto invece andare oltre le apparenze, avrebbe scoperto l’altro lato del suo carattere:

guardingo per natura, era sempre molto attento nei suoi movimenti a non destare sospetti di alcun genere; La sua allegria talvolta si faceva da parte quando la malinconia e la solitudine si facevano avanti. Sempre più spesso si era ritrovato a fissare le stelle, cercando di scacciare i fantasmi della sua vita passata.

Ormai la sua famiglia era solo un ricordo, un ricordo dal quale cercava incessantemente di sfuggire, di città in città, di viaggio in viaggio.

Inseguito dai sensi di colpa, cercava di zittirli ricorrendo ai suoi nuovi poteri (parlando alla sua mente) e si spingeva aella ricerca di un suo nuovo ego attraverso le piccole avventure che di tanto in tanto gli venivano proposte.




Sfuggendo dal passato, inseguendo il futuro.”

1 commento:

Mat ha detto...

Il personaggio di Andrea, un elan psion (cineta) dal passato misterioso...